iPad eseguirà quasi tutte le applicazioni progettate per l’iPhone

Quasi tutte le applicazioni. Cosa ci sarà mai su un iPhone che non possa girare anche sull’iPad? Mamma Apple non credo risponderà mai a questa domanda.

iPad. Like a tampon, only more expensive!

A pochi giorni dalla notizia di Steve Jobs di voler lanciare sul mercato un nuovo tablet pc, ma con la Mela intorno, fioccano polemiche e critiche. Io sono tra i primi ad appoggiare queste “cause perse“. Si sa già che il mercato, come per ogni nuovo prodotto Apple, prima critica e poi compra a mani basse.

iPad è tutto e non è niente. È un device con uno schermo da circa 10″ spettacolare. Vivido e brillante come solo Apple sa fare, con un angolo di visuale per niente male. Ma è uno schermo che poi sotto mostra le stesse cose che posso vedere sul mio iPhone (che adesso chiamo iPad nano). Non fa chiamate, diversamente dall’iPhone. Non ha videocamera, cosa che invece hanno i MacBook. Come iPhone, non supporta Flash, quindi parecchi siti web saranno tagliati fuori – non che io voglia dare il mio appoggio a Flash (che in parte aborro), ma per siti come YouTube è indispensabile. Però è un ottimo e-book reader, e da quanto abbiamo visto sarà parecchio apprezzato per questo “dettaglio”, che porterà iPad a competere con Kindle senza limiti. È grande, ma non è maneggevole. Viene presentato adesso, ma esce fra due mesi (se lo volete con 3G, i mesi diventano 3).

Unica novità: il processore. Di cui però non si sa nulla. Unica cosa che si sa e che farà girare, come si diceva, quasi tutte le applicazioni dell’iPhone. Ma perché quasi e non tutte?

Insomma, Apple doveva presentare qualche nuovo restyling o rivisitazione del MacBook Pro – che sto per comprare, comunque – e invece niente. Presenta una cosa che non è né carne né pesce. Eh vabbe’ …

Dante’s Inferno, anche su C64!

Della serie: quando si parla di portabilità e multi piattaforma.

Ma Multiplayer.it riesuma il glorioso Commodore 64 e lo inserisce nella lista delle console (ovviamente di ultima, ultimissima generazione) che ne hanno previsto il lancio.

Probabilmente un errore applicativo per il famoso sito di videogaming italiano, dato che cliccando sul link veniamo ribaltati sulla pagina di descrizione di un Dante’s Inferno uscito circa 24 anni fa. E anche questo, ovviamente è disponibile su PS3, Xbox360, PSP …

Ecco la pagina incriminata! :)

Della morte delle more

Il titolo, ovviamente, non ha alcun significato.

Questo è perfettamente in linea con il senso e il gusto artistico di colui che imbratta di inchiostro informatico queste pagine. Come al solito è da un po’ di tempo che sto lasciando completamente sguarnito il mio blog. Mancano ancora i miei vecchi post, manca la mia vecchia guida a LaTeX, e manca soprattutto qualcuno che segua queste pagine e faccia di questo blog qualcosa di decente. Nulla di tutto ciò, almeno per ora.

Mi piace dire che la colpa di tutto questo è il mio lavoro, che mi sta assorbendo come non mai. Ormai sto abbandonando la strada del buon vecchio Ruby On Rails, per mancanza di ispirazione e di progetti su cui lavorare. Per adesso sto seguendo con Alessandro un bel progettone, su un CMS interamente scritto in PHP, e la cosa mi aggrada molto. 5 giorni di full immersion nella programmazione in PHP+ MySQL mi hanno riportato alla mente i giorni del Collegio. Gran bella cosa. Forse è questa la strada che dovrei seguire, ma molto probabilmente è una strada che non paga. Almeno per adesso…

Inizio con il rinnovare il tema del blog. Stasera inizierò a lavorare al porting dei vecchi post. Chissà che non riesca a ricavarne qualcosa di buono?

Facebook è morto

Il tempo è venuto anche per Facebook. La grazia non è stata concessa, a suo tempo, nemmeno a Google.

Ma Facebook ha battuto tutti. È cresciuto esponenzialmente, in modo addirittura impressionante, ha un bacino di utenza spaventoso. Eppure, non regge il carico.

Ultimamente i colpi sul sito si sentono. Spesso si accede alle applicazioni e il sito va in un loop perpetuo di reindirizzamenti che blocca il browser, oppure più semplicemente dà un errore generico riguardante il fatto che l’account che si sta usando non è temporaneamente disponibile.

Il disagio sta avanzando un po’ alla volta, piano piano, nell’ombra … fino ad oggi. Il sito è stato praticamente inutilizzabile dalle 7.40 in poi. I soliti disservizi. Fino a quando i tecnici del social network hanno deciso di saldare le porte e impedire l’accesso al sito fino a quando il problema non sarà risolto.

Eh sì, perché ad ora il problema ancora c’è, e si vede …

Facebook, accesso negato per manutenzione

Facebook, accesso negato per manutenzione

Hail to the Flying Spaghetti Monster

Non è un gioco di ruolo. Non è un nuovo platform per PC o per PS3. Non è un libro. Non è nulla di quello che potreste immaginare in prima battuta.

E per favore, non bestemmiate. Insomma, stiamo pur sempre parlando del mio nuovo credo religioso!

Flying Spaghetti Monster

Flying Spaghetti Monster

Per chi di voi non lo sapesse (nessuno, credo) da pochi giorni mi piace presentarmi come Pastafariano. Abbraccio appieno questa nuova religione, il Pastafarianesimo appunto, giovane e frizzante, ma al tempo stesso con validissime basi teologico-scientifiche. Il nostro dio è il Flying Spaghetti Monster. I dogmi della fede sono molto puntuali e si possono riassumere in questa lista:

  1. Il Flying Spaghetti Monster ha creato la Terra e la vita e le leggi dell’evoluzione che metteranno alla prova le nostre conoscenze scientifiche
  2. Il Flying Spaghetti Monster è invisibile, attraversa la materia, e modifica volontariamente le datazioni al Carbonio-14 degli scienziati per modificare le nostre credenze sul nostro passato
  3. La temperatura media terrestre è inversamente proporzionale al numero di pirati presenti sul globo. Questi sono diminuiti e il riscaldamento globale ha iniziato a dare i suoi frutti.

Diversamente da altre religioni che invadono la libertà dei propri fedeli, il Pastafarianesimo non propone comandamenti, ma solo alcuni consigli chiamati anche gli “8 preferirei veramente che non facessi” (in inglese, The Eight “I’d Really Rather You Didn’ts”).

Il discorso è un po’ più complesso di come lo sto presentando, in realtà. Se volete ve ne parlerò in modo più approfondito.

Tanto lo so già che non volete. Ah ah ah …